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a transizione energetica italiana sta attraversando una fase di stagnazione, principalmente a causa della stabilizzazione delle emissioni di gas-serra, del rallentamento nella produzione da fonti rinnovabili e dell’andamento dei prezzi dell’energia elettrica, che restano superiori alla media Ue. E’ questo il quadro tracciato dalla consueta Analisi del sistema energetico italiano diffusa dall’Enea, che per i primi sei mesi dell’anno evidenzia un peggioramento (-5%) dell’indice Enea-Ispred che misura la transizione energetica sulla base dei prezzi dell’energia, della decarbonizzazione e della sicurezza del sistema.

Nel periodo di riferimento, delle tre variabili dell’indice solo la sicurezza ha segnato un andamento positivo (+5%) soprattutto grazie all’ampia disponibilità di materia prima sui mercati internazionali, mentre i prezzi e la decarbonizzazione registrano, rispettivamente, un -11% e un -8%.

A dispetto della stagnazione dell’economia, dell’arretramento della produzione industriale in particolare nei settori energy intensive e del calo dei consumi di energia primaria (-1%), nei primi sei mesi dell’anno le emissioni di CO2 italiane non sono scese, a causa della decisa accelerazione nel secondo trimestre (+4%). Dati che sottolineano la difficoltà di ‘disaccoppiare’ consumi energetici ed economia, un fenomeno decisamente negativo che si verifica dal 2015 in poi.

Quanto ai prezzi, nonostante i forti ribassi dei mercati all’ingrosso si registrano valori superiori a quelli della prima metà del 2018: i prezzi del gas sono aumentati del 10% per i consumatori industriali e dell’8% per i domestici, a fronte di un incremento medio Ue del 5%, mentre l’energia elettrica ha segnato un + 7% sia per l’industria che per il domestico, contro un +4% della media Ue.

L’Analisi evidenzia che per il consumatore domestico tipo il prezzo dell’elettricità è costantemente aumentato nell’ultimo decennio, con un +23% nel primo semestre 2019 rispetto allo stesso periodo del 2009, con le imprese che hanno invece iniziato a usufruire di una serie di cali e, da inizio del 2018, si stanno avvicinando alla media Ue (in particolare gli energivori grazie alla riforma degli oneri di sistema). Non solo: negli ultimi sei anni il forte calo dei prezzi del gas sul mercato europeo (-33%) si è tradotto in una diminuzione per le imprese (-4%), ma le famiglie hanno subito un aumento del 9%, principalmente per effetto dell’incremento degli oneri di sistema e delle spese per il trasporto dell’energia e la gestione del contatore.

A livello di scenario, l’Enea evidenzia un calo dei consumi di energia dell’1% nei primi sei mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo 2018 e una diminuzione complessiva della produzione da Fer (-2,5%), su cui ha pesato il crollo dell’idroelettrico (-17%).

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Fonte: Enea 

Notizie ottobre 2019

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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