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econdo il rapporto Renewable energy market update Outlook for 2020 and 2021 pubblicato dalla IEA, la crisi scaturita dal diffondersi del coronavirus sta rallentando la crescita delle rinnovabili, in particolare dei progetti per l’eolico e il solare, segnando il primo calo in 20 anni a questa parte. Il settore mostra tuttavia un elevato grado di resilienza, il migliore tra le fonti energetiche, e si prevede che si riprenderà rapidamente, già nel 2021, dato che la maggior parte dei progetti sarà realizzato.

La IEA stima che nel 2020 a livello globale saranno realizzati 167 nuovi GW di capacità da rinnovabili, il 13% in meno rispetto al 2019. Questo andamento riflette i ritardi nella realizzazione dei nuovi impianti dovuti a interruzioni della catena di fornitura, misure di locksown e linee guida per il distanziamento sociale, nonché le sfide emergenti in materia di finanziamento.

Per il 2021 l’Agenzia prevede che la crescita delle rinnovabili tornerà ai livelli del 2019, trainata dalla messa in servizio di due mega progetti idroelettrici in Cina. Nonostante la ripresa, la crescita per il 2020 e il 2021 complessivamente dovrebbe essere inferiore del 10% rispetto alle previsioni formulate dalla IEA prima del coronavirus. Quasi tutti i mercati sono interessati da revisioni al ribasso, ad eccezione degli Stati Uniti, dove gli investitori si affrettano a portare a termine i progetti prima della scadenza dei crediti d’imposta. In Europa, dopo l’eccezionale crescita dell’anno scorso, i progetti sono destinati a diminuire di un terzo nel 2020, il più grande calo annuale dal 1996. Un parziale recupero è però previsto per il prossimo anno.

l fotovoltaico solare rappresenta oltre la metà dell’espansione prevista per l’energia rinnovabile nel 2020 e nel 2021, ma le sue aggiunte diminuiscono dai 110 GW nel 2019 a poco più di 90 GW nel 2020. La IEA prevede che i progetti solari fotovoltaici su larga scala si riprenderanno nel 2021, ma è improbabile che le installazioni complessive superanno i livelli del 2019. Ciò è dovuto a un recupero significativamente più lento del fotovoltaico solare distribuito, e a una revisione dei piani di investimento di famiglie e piccole imprese.

I ritardi nella messa in servizio causati dalla crisi di Covid-19 hanno rallentato anche il ritmo degli impianti eolici a terra quest’anno, ma dovrebbero essere in gran parte compensati nel 2021, dato che la maggior parte dei progetti in cantiere sono già stati finanziati e in costruzione. Rimane tuttavia l’incertezza sui progetti che avevano previsto di garantire il loro finanziamento quest’anno e di diventare operativi l’anno prossimo. L’impatto della crisi sulla diffusione dell’eolico offshore rimarrà limitato nel 2020 e nel 2021, poiché i progetti offshore hanno periodi di costruzione più lunghi rispetto a quelli onshore.

Leggi il rapporto della IEA →
                                                                                                                           
Fonte: IEA 

Notizie maggio 2020

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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