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I

l conflitto tra Russia e Ucraina continua a influenzare al rialzo i prezzi dei materiali energetici.
A seguito dell’embargo dell’UE sull’acquisto di petrolio russo, seguito a quello degli Stati Uniti e del Regno Unito, amplificano l’instabilità dei prezzi.

Nonostante le problematiche legate al gas continuano ad aumentare, con i tagli del Nord Stream alla Germania, la domanda rimane relativamente ancora bassa per motivi stagionali. Al contrario la domanda di prodotti petroliferi, benzina e diesel in testa, continua a crescere con sempre più ostacoli per approvvigionamento e prezzi anche nel settore della raffinazione.

Il conflitto e le sanzioni alla Russia aumentano anche i rischi, e quindi i costi, legati ai noli e alle assicurazioni del trasporti, che sono aumentati notevolmente. Aggiungendo a questo i cali degli stoccaggi sul mercato americano, il prezzo del Brent ha raggiunto i 125$/b. Il West Texas Intermediate ha raggiunto la media settimanale a 119 $/b.
Il “risk premium” incorporato nel prezzo del greggio dal conflitto e dalle tensioni viene valutato a circa 25-30 $/b.
I prezzi del gas sono riscesi in media settimanale intorni ai 77 €/MWh, rispetto ai circa 84 €/MWh della settimana precedente.
L’indicatore del caro-energia in Europa, rappresentato dalla media settimanale dei prezzi del Brent e del gas scambiato all’hub olandese Ttf, ambedue espressi in dollari per barile, è sceso la settimana scorsa a 128 $/b rispetto ai 133 $/b della settimana precedente, proprio grazie alla riduzione dei prezzi del gas.

Il mercato dei prodotti ha creato incertezze per l’industria della raffinazione, la benzina cif Med ha toccato nella giornata di giovedì 10 i 1.475,8 $/t, prezzo più alto dell’anno, mentre la media settimanale è stata pari a 1.437,7 $/t. Nello stesso periodo il diesel ha raggiunto 1.407,8 $/t; la quotazione in media settimanale è stata pari a 1.382,3 $/t, in aumento rispetto a quella precedente.
La quotazione dell’olio combustibile a basso tenore di zolfo si è attestata in media settimanale a 708,7 $/t, in aumento rispetto alla settimana precedente, mentre l’olio c. ad alto tenore di zolfo è stato scambiato a 570,5 $/t, con un differenziale tra i due prodotti salito a 138,2 $/t.

Il nuovo miglioramento della posizione relativa della benzina e del diesel rispetto al greggio ha fatto salire i margini di raffinazione. Con riferimento a un greggio tipo Brent, lavorato a Trc, il margine di raffinazione, in media settimanale, si è spinto poco sopra ai 30 $/b, mentre quello relativo a un greggio con le caratteristiche dell’Ural, ad esempio il Dubai, si è mosso intorno ai 32 $/b; il margine per un greggio tipo Iranian Heavy si è spinto verso i 25 $/b.

                                                                                                                           
Fonte: Dati di mercato

Notizie giugno 2022

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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