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econdo un recente approfondimento lanciato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, il corona virus sta impattando il settore oil lungo tutta la supply chain con effetti che avranno ricadute sul settore energetico nel suo complesso. Se da una parte infatti i consumi sono in netto calo per effetto delle misure implementate da numerosi paesi per limitare il diffondersi del virus, Arabia Saudita e Russia hanno avviato una guerra dei prezzi a valle del fallimento dell’ultimo vertice internazionale dei paesi produttori.

L’Agenzia stima che a livello globale, con la quotazione del Brent a 25 dollari/barile, una produzione di circa 5 milioni di barili/giorno non viene immessa nel mercato ad un prezzo sufficiente a coprire i costi di produzione. La conseguenza più diretta è la revisione al ribasso (di circa il 20-30%) dei programmi di investimento da parte delle oil companies per il 2020.

Il settore della raffinazione non è ovviamente immune a questa situazione. Se infatti negli ultimi anni si era assistito ad un trend crescente degli investimenti, la bassa domanda di prodotti sta progressivamente assottigliando i margini di raffinazione mettendo in crisi numerosi impianti esponendoli al rischio di chiusura.

Le conseguenze di questi fenomeni faranno sentire le proprie ripercussioni su tutto il settore energy, si legge nel rapporto dell’Agenzia. Qualora questa situazione dovesse protrarsi ancora per diverso tempo, uno dei comparti più colpiti sarebbe quello del gas, che perderebbe di competitività, per non parlare della riduzione delle entrate dei paesi produttori, che potrebbero attestarsi nel 2020 attorno al 50.80% a seconda degli scenari.

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Leggi l’approfondimento della IEA →
                                                                                                                           
Fonte: IEA 

Notizie aprile 2020

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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