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ecentemente FETSA, la Federazione delle associazioni europee di stoccaggio dei serbatoi, e l’UPEI, i fornitori indipendenti di carburante in Europa, hanno presentato un nuovo studio che valuta l’impatto della transizione energetica sulle infrastrutture energetiche in ambito europeo.
Lo studio dimostra che gran parte dell’infrastruttura di stoccaggio e distribuzione esistente può essere riutilizzata per ospitare combustibili liquidi rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, senza cambiamenti strutturali. Lo studio offre infatti una valutazione approfondita dell’effetto della sostituzione dei combustibili convenzionali sulle catene di approvvigionamento , attraverso 11 casi di studio, considerando la configurazione spaziale, la sicurezza, le attrezzature e i costi.
Dallo studio emerge che sebbene saranno necessari investimenti per adattare le attrezzature, questi sono in linea con le normali aspettative. Mentre, per alcune catene di approvvigionamento, legate ad esempio all’idrogeno pulito, è probabile che siano necessari maggiori investimenti per adattarsi alle nuove rotte di approvvigionamento e alle caratteristiche del prodotto. In definitiva, l’esperienza e il know-how nella gestione dei prodotti energetici, come liquidi o gas liquefatti, qualificano in modo univoco le attività logistiche esistenti per prosperare nel futuro a basse emissioni di carbonio e rinnovabile.

Leggi lo studio di Fetsa e Upei→
                                                                                                                           
Fonte: Fetsa 

Notizie luglio 2021

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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