07
giu

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Aumentano le emissioni di CO2 prodotte dalle auto
Secondo i dati analizzata dalla DG Clima della Commissione Ue, per il terzo anno consecutivo in Europa sono in aumento le emissioni di CO2 prodotte dalle auto.
I dati finali indicano emissioni medie delle nuove auto passeggeri (misurate in test di laboratorio) pari a 122 grammi di CO2 per km, 1,6 gr CO2/km in più nei confronti del 2018.
L’aumento delle emissioni medie di CO2 per le autovetture nuove dal 2017-2019 è stato influenzato da due principali tendenze di mercato: il passaggio dalle auto diesel a quelle a benzina, con la quota delle auto diesel in diminuzione di 5 punti percentuali rispetto al 2018; e un cambio di segmento verso veicoli sportivi più grandi e pesanti (SUV) alimentati a benzina. Tra il 2018 e il 2019, la quota di mercato dei SUV è passata infatti dal 35% al 38%.
Le nuove immatricolazioni di auto elettriche a batteria e ibride plug-in hanno continuato ad aumentare nel 2019 ma sono rimaste basse, al 3,5% delle nuove immatricolazioni, rispetto al 2% del 2018.
Con il nuovo limite di 95 gr CO2/km entrato in vigore nel 2020, i costruttori dovranno ridurre le emissioni dei veicoli prodotti e accelerare la diffusione di vetture a basse e zero emissioni.

Leggi il comunicato della Commissione Europea: →
                                                                                                                           
Fonte: Commissione Europea  

Notizie giugno 2021

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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I

l Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), varato il 26 aprile e trasmesso nel fine settimana alla Commissione europea, cumula una maggiore crescita di 4,9 punti rispetto all’impatto della prima versione del Piano inviata alle Camere a metà gennaio.
A fronte di risorse complessive del Piano per 235,6 miliardi di euro nel periodo 2021-2026, si osserva una maggiore crescita del Pil di 0,5 punti per quest’anno per arrivare a 3,6 punti nel 2026, e +15,6 punti di Pil in sei anni.
Un rilevante impulso alla crescita deriva dalle riforme, infatti gli interventi di riforma della pubblica amministrazione, della giustizia e della concorrenza nel lungo periodo generano una maggiore crescita per 3,3 punti di Pil; il 70% dell’impulso macroeconomico arriva dalla riorganizzazione dei processi della PA mentre le riforme di giustizia e concorrenza determinano ciascuna il 15% della maggiore crescita. Va ridotto l’ampio gap di qualità dei servizi pubblici: a marzo 2021 l’Italia è scesa all’ultimo posto tra i 27 Paesi Ue per fiducia dei cittadini nei servizi della PA, perdendo un’ulteriore posizione rispetto alla precedente rilevazione dell’estate 2020.
Nel dettaglio è possibile osservare che per quanto riguarda la filiera dell’edilizia, per esempio, in cui operano 987.000 imprese con 2.194.000 addetti, il superbonus del 110%, per il quale l’ultima versione del Piano assegna risorse per 18,53 mld €, ha segnato uno slancio nella crescita e nella creazione di valore. Comparando gli ambiti di intervento del Piano, 13,81 mld € per l’efficienza energetica degli edificirappresentano il terzo importo più rilevante, dopo quello per la rete ferroviaria (24,77 mld €) e la transizione 4.0 (13,97 mld €).
In conclusione, data la ben nota incidenza del Covid-19 e della diffusione dei vaccini sul Pil, va ricordato che una limitata efficacia dei vaccini sulle varianti del Covid-19 è un rischio valutato pari a 1,4 punti di Pil per quest’anno e 1,7 punti nel prossimo.

Leggi il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza→
                                                                                                                           
Fonte: Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana 

Notizie maggio 2021

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

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    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
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