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ella prima settimana di ottobre è scattata la seconda stretta USA contro l’Iran. Le nuove restrizioni si concentrano sul settore finanziario e sull’energia, e come annunciato prevedono l’esenzione per 8 Paesi: tra essi spiccano due soli membri della UE (Italia e Grecia); gli altri sono: Cina, india, Corea del Sud, Turchia, Giappone Taiwan. Le esenzioni sono state decise per “limitare gli effetti sui mercati energetici e sulle singole economie dei Paesi in questione”. L’Iran è il quarto fornitore di petrolio greggio dell’Italia con una quota del 11% del totale nel 2017 facendo del nostro Paese il primo importatore a livello europeo di petrolio iraniano.
Le sanzioni riguarderanno 700 entità tra cui 50 banche e oltre 200 personalità.
Le sanzioni USA all’Iran hanno avuto un impatto sul mercato globale del greggio. Voci interne all’OPEC hanno confermato che nell’incontro OPEC Plus, previsto il mese prossimo a Vienna, i Paesi membri valuteranno una stretta alle forniture di greggio.
Tale possibilità è dovuta al fatto che l’offerta di greggio da parte dell’Organizzazione è tornata ad essere eccessiva, in gran parte per l’aumento della produzione di Arabia Saudita (700mila barili/giorno) e Russia (440mila barili/giorno). Anche altri Paesi hanno accelerato la produzione, tra questi, a sorpresa, la Libia che ha superato 1 mbg per la prima volta da 5 anni.

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Fonte: Il Sole 24 Ore  

Notizie novembre 2018

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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