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Il “Black Friday” del petrolio. Anche i mercati fanno i conti con la variante Omicron

Di Vittorio D’Ermo (Articolo pubblicato su QuotidianoEnergia del 29 Novembre 2021)

La nuova variante del Covid19 ha portato ad un “Black-Friday” che invece di celebrare la ripresa economica è stato dominato da forti ribassi sui mercati finanziari ed anche su quelli del greggio e dei prodotti mentre hanno resistito i margini di raffinazione. Forbice gas petrolio ancora in aumento

 

Le aspettative di un novembre nel segno di un una riduzione dei prezzi del petrolio sono state ampiamente confermate e superate alla luce del “Black Friday” di venerdì 26.

La cosiddetta quarta ondata della pandemia, che ha colpito buona parte dell’Europa senza escludere, sia pure con intensità ridotta, paesi come l’Italia dove il tasso di vaccinazione ha raggiunto livelli molto alti, sta togliendo smalto ad una ripresa che sembrava indirizzata al superamento dei livelli di attività del 2019.

Anche l’esplosione del fenomeno del caro energia indotto da una riduzione della disponibilità di fonti fossili a fronte di una limitata crescita dell’apporto delle rinnovabili si è tradotto in grave problema per tutti paesi consumatori che hanno visto il riaffacciarsi del pericolo inflazione.

Anche se, su base mensile, il prezzo medio del Brent a novembre risulterà in calo rispetto al picco di ottobre di 83,5 $/b, il confronto con lo stesso mese del 2020, pari a 42,7 $/b, ma anche lo stesso mese del 2019, pari a 63,7 $/b, evidenzia l’impatto del cambiamento sui consumatori finali ancora sotto l’effetto della crisi di un anno fa.

Si spiegano così le reazioni del governo americano che ha visto in questi aumenti una grave minaccia alla ripresa economica e non ha esitato a fare ricorso ad un’arma da crisi energetica : quella del rilascio sul mercato di 50 milioni di barili prelevati dalla riserva strategica .Questa mossa è stata messa a punto  al di fuori degli schemi previsti dai trattati istitutivi   dell’Agenzia internazionale per l’ energia, che non è stata coinvolta in questa iniziativa e che ha espresso un certo disappunto,   ma è stata concordata direttamente  con gli attuali e futuri protagonisti del mercato petrolifero internazionale : la Cina, l’India, la Korea  oltre che con Giappone e Regno Unito, tra i paesi fondatori della IEA. Una mossa che sottolinea l’emergere di nuovi equilibri che influenzeranno gli sviluppi del settore energia nel prossimo futuro ma che hanno anche aperto molti interrogativi.

Mentre il mercato stava valutando, con una certa cautela, le implicazioni della mossa della “coalizione dei grandi consumatori”, con quasi la metà del mercato mondiale “è arrivata la notizia della rapidissima diffusione, a partire dall’Africa australe, di una pericolosa variante, del Covid 19 e dell’adozione delle prime misure di emergenza.

Questo evento ha inferto un durissimo colpo alle aspettative di ripresa con pesantissime perdite sulle piazze finanziari e, in perfetta sintonia, sui prezzi del petrolio.

Nella giornata di venerdì il Brent è infatti crollato a 72,3 $/b con un calo dell’11,1 % rispetto alla seduta precedente con effetto a catena anche sui futuri per i prossimi mesi. Nel giro di una sola giornata si è tornati bruscamente alle quotazioni di inizio settembre. Il WTI è invece sceso sotto la soglia psicologica dei 70 $/aprendo una nuova prospettiva e molte domande sulla durata di questa puntata al ribasso oltre che sull’atteggiamento dell’OPEC.

Nel frattempo, la forbice gas e petrolio si è ulteriormente allargata attenuando il vantaggio per i consumatori finali scaturito dai ribassi dei prezzi petroliferi.

Il “Black Friday “ha avuto un fortissimo impatto anche sul mercato dei prodotti che sino a giovedì risultava in recupero rispetto ai ribassi della settimana precedente.

La quotazione della benzina cif Med nella giornata di venerdì è crollata a 674,5 $ /t, con una riduzione del 10,5 % rispetto al giorno precedente, mentre la media dei primi quattro giorni era ancora pari a   751,1 $/t, in pratica un salto davvero rilevante.

La quotazione del diesel di venerdì è stata di 612,0 $/t in riduzione del 12,1 % rispetto al giorno precedente, mentre la media sino a giovedì era stata di 692,6 $/b.

La forbice con la benzina si è attestata a 71,4 $/ t, mentre la media settimanale è stata pari a 59,3 $/t contro i 70,8 di quella precedente a causa di un peggioramento della posizione relativa della benzina recuperata nell’ultima giornata di contrattazione.

La quotazione dell’olio combustibile, a basso tenore di zolfo, si è collocata a 463,7 $/t con una riduzione del 10,3 % rispetto al giorno precedente mentre la media dei primi quattro giorni era stata paria a 511,2 $/t; l’olio c.  ad alto tenore di zolfo è stata quotata 381,1 $/t un calo dell’11, 9 % rispetto alla media dei quattro giorni precedenti.

Il differenziale tra i due prodotti passato da una media di 80,2 a 71,8 $/t nella giornata di venerdì.

Su base settimanale, il miglioramento della posizione relativa dei principali prodotti rispetto al greggio ha portato i margini di raffinazione a recuperare posizione rispetto a quella precedente

Con riferimento ad un greggio tipo Brent lavorato a TRC, il margine medio di raffinazione in media settimanale si è mosso sopra i due   dollari per barile; intorno ai quattro dollari   si è mosso un greggio tipo URAL; quello su un greggio tipo Iranian Heavy si è riportato sorra un dollaro per barile.

 

Fonte: elaborazioni su dati stampa specializzata

Fonte: elaborazioni su dati stampa specializzata

Fonte: elaborazioni su dati stampa specializzata

Fonte: elaborazioni su dati stampa specializzata

 

Vittorio D’ermo – Articolo pubblicato su Quotidiano Energia del 29 Novembre 2021

L'Autore - Vittorio D'Ermo

Vittorio D’Ermo è Economista dell’energia; Consulente e pubblicista su temi di energia e ambiente; Docente e Professional Fellow WEC Italia. È stato Vicepresidente e Direttore dell’Osservatorio Energia di AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia.

 

 

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