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o studio H2 Italy 2050: una filiera nazionale dell’idrogeno per la crescita e la decarbonizzazione dell’Italia” realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Snam presenta un piano basato su sei azioni per consentire all’Italia di valorizzare le grandi opportunità offerte dall’idrogeno e nello specifico: elaborare una visione e una strategia di lungo termine; creare un ecosistema dell’innovazione e accelerare lo sviluppo di una filiera industriale dedicata attraverso la riconversione dell’industria esistente e l’attrazione di nuovi investimenti; supportare la produzione di idrogeno decarbonizzato su scala nazionale; promuovere un’ampia diffusione dell’idrogeno nei consumi finali; incentivare lo sviluppo di competenze specialistiche sia per le nuove figure professionali sia per accompagnare la transizione di quelle esistenti; sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo dell’impresa sui benefici derivanti dall’impiego di questo vettore.

Lo studio stima che in Italia il settore potrebbe avere un valore complessivo compreso tra 64 e 111 miliardi € al 2050. Cifra che sale a 890-1.500 miliardi € considerando effetti diretti, indiretti e indotto. In termini di contributo al Pil si parla di numeri compresi tra 22 e 37 mld € al 2050. In termini di occupazione si prevede la creazione di nuovi posti di lavoro compresi tra 320.000 e 540.000 al 2050.

Secondo lo studio l’idrogeno ha il potenziale di coprire il 23% della domanda energetica nazionale al 2050, con una riduzione delle emissioni di 97,5 milioni di tonnellate di CO2eq, corrispondente a un -28% rispetto alle emissioni climalteranti italiane odierne.

La ricerca mette in luce come l’Italia, “grazie al suo particolare posizionamento geografico e all’estesa rete gas presente sul territorio, possa aspirare al ruolo di hub europeo e del Mediterraneo, importando idrogeno prodotto in Nord Africa attraverso l’energia solare a un costo del 10-15% inferiore rispetto alla produzione domestica”.

Il nostro Paese, rimarca l’analisi, potrà anche giocare un ruolo da protagonista nella riconversione tecnologica e nel consolidamento della filiera in virtù di un posizionamento forte in alcuni cluster, come quello della produzione di tecnologie termiche per l’idrogeno (primo produttore in Europa, con una quota di mercato del 24%), tecnologie meccaniche (secondo produttore in Europa, con una quota di mercato del 19%) e tecnologie per la produzione di idrogeno rinnovabile (secondo produttore in Europa, con una quota di mercato del 25%).

Per poter beneficiare appieno del potenziale di sviluppo della filiera, “l’Italia ha bisogno di investire in ricerca e di realizzare un ulteriore salto tecnologico”, sottolinea lo studio.

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Fonte: Ambrosetti 

Notizie settembre 2020

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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