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orte del raggiungimento dei target al 2020 e di un Pniec “ambizioso”, l’Italia presenta le sue richieste in materia di Green New Deal: scorporo degli investimenti “verdi” dal calcolo del deficit, Fondo per la giusta transizione equamente distribuito e dedicato anche all’industria siderurgica, più denaro “fresco” dalla Ue, norme anti-dumping ambientale dai Paesi terzi e carbon leakage, green bond europeo e “green supporting factor” per aiutare le banche a sostenere gli investimenti nella transizione.

La posizione italiana sul Green deal è contenuta nel “documento” approvato dal Comitato interministeriale per gli Affari europei (Ciae), che individua cinque aree prioritarie: il cambiamento climatico, la transizione industriale e sociale, gli strumenti di finanziamento, la biodiversità e l’agricoltura.

Il documento spiega che in materia di clima l’Italia appoggia in pieno la neutralità al 2050 proposta dalla Commissione, ma “solo se saranno tenute in considerazione le conseguenze industriali e sociali di tale ambizioso obiettivo”. Inoltre, se il nostro Paese “è pronto ad aumentare gli obiettivi nazionali al 2030”, è “fondamentale che tutti gli Stati membri, in special modo quelli in ritardo sui target al 2020, mostrino una maggiore determinazione nel rispettare gli impegni esistenti”. Dovrebbero poi arrivare “sforzi aggiuntivi dai Paesi che, secondo la Commissione, non hanno messo in campo un sufficiente livello di ambizione”.

La decarbonizzazione, avverte comunque il documento, “dovrà essere perseguita in modo efficace ma progressivo, senza stravolgere bruscamente le recenti scelte verso gli obiettivi al 2030”.
Analogamente, “non deve essere sottostimato il potenziale impatto della neutralità climatica al 2050 sulla società e l’industria europea”. Ciò significa “sostenere il processo di decarbonizzazione con adeguati investimenti” nelle nuove tecnologie.

Quanto al finanziamento del Green New Deal, l’Italia preme per “strumenti innovativi” in grado di “stimolare una profonda decarbonizzazione dell’economia, dai trasporti all’industria fino all’edilizia e all’agricoltura”. In dettaglio, il focus dovrebbe essere sulle infrastrutture per i trasporti, sullo sviluppo di una rete di stazioni di rifornimento alternative, sull’efficienza in edilizia e nell’industria, l’agricoltura “smart” e per quanto riguarda l’energia – oltre che sulle rinnovabili – sullo storage, le reti di trasmissione, le interconnessioni e il riscaldamento efficiente.

Scarica il documento trasmesso a Bruxelles →
                                                                                                                           
Fonte: Comitato interministeriale per gli Affari europei (Ciae) 

Notizie febbraio 2020

Pubblicazione a cura di: WEC Italia

TEMI TRATTATI:

    • Ambiente
    • Carbone
    • Economia & Business
    • Elettricità
    • Nucleare
    • Oil & Gas
    • Rinnovabili

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