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Giugno conferma la ripresa economica ma con i prezzi delle fonti fossili in aumento

Di Vittorio D’Ermo (Articolo pubblicato su QuotidianoEnergia del 28 giugno 2021)

Giugno  conferma la ripresa economica ma con i prezzi delle fonti fossili in aumento ; i prezzi dei prodotti, anch’essi in aumento, vedono un peggioramento della loro  posizione relativa rispetto al greggio con una compressione dei margini di raffinazione

 

Il mese di giugno ha segnato un ulteriore avanzamento nella ripresa dell’economia mondiale con particolare riferimento a quelle occidentali a partire da quella americana che ha registrato un nuovo forte aumento degli occupati.

In Asia dopo un rapidissimo recupero si stanno manifestando varie difficoltà sul piano della logistica e della produzione legate alla persistenza di focolai di Corona Virus che grazie alle varianti continua a costituire una minaccia non trascurabile.
Lo scenario economico comunque continua ad essere positivo sia per il resto dell’anno che il il 2022; d’altra parte l’andamento dei prezzi delle fonti fossili negli ultimi mesi dimostra chiaramente che la ripresa è in atto, anche se non mancano problemi e difficoltà.

La domanda di petrolio è in aumento: molto significativi al riguardo risultano i dati sulle immissioni di prodotti al consumo degli Stati Uniti che nella settimana conclusasi il 25 giugno hanno raggiunto la cifra di 20,9 milioni di b/g che si confronta con i 20,8 dell’ultima settimana del giugno 2019.

Questi dati, insieme a quelli delle scorte di greggio, ancora volta in riduzione, hanno portato il Brent a superare nella seconda parte del mese la soglia dei 75 $/b mentre il valore medio mensile si è attestato a quota 73,2 $/b rispetto ai 68,6 del mese di maggio con un incremento del 6,7 %.
La media del giugno 2019 era stata di 64,2 $/b ma con un livello di domanda mondiale più bassa in quanto stava iniziando una fase negativa del ciclo economico.
La media mensile del WTI è stata pari a 71,3 $/b in aumento del 9,2 % rispetto al mese precedente che denota maggiore tensione sul mercato americano, probabilmente amplificata dalle aspettative di ulteriori aumenti e quindi da acquisti speculativi.

Il prezzo medio del Brent nella settimana appena trascorsa è stato di 75,2 $/b, che si propone come base di riferimento per il nuovo mese che potrebbe assistere a nuovi rialzi in caso di decisa ripresa della domanda asiatica .

L’OPEC in occasione dell’ultima riunione, tenutasi alla fine dell’ultima settimana, non è stata in grado di prendere una chiara posizione rispetto all’ipotesi di un aumento graduale dell’offerta sino alla fine dell’anno portato avanti da Arabia Saudita (400.000 b/g a partire da Agosto ), ipotesi fortemente contrastata dagli Emirati Arabi. Questa situazione potrebbe facilitare il consolidamento del Brent oltre i 75 $/b specie se la domanda di prodotti si facesse più consistente.

Il gas, ha confermato la spinta al rialzo grazie alla forte richiesta per produzione termoelettrica ed industriale : il prezzo medio scambiato al mercato TTF in Olanda, si è attestato sui 28,8 Euro /MWh contro i 25,2 di maggio e valori superiori ai 30 EURO/MWh nella seconda parte del mese . A questa preoccupante escalation dei prezzi del petrolio e del gas non è rimasto estraneo il carbone quotato a Rotterdam che a fine mese ho toccato i 120,75 $/t contro i 95 di inizio mese.

Il mercato dei prodotti si è mosso al rialzo ma con sensibili differenziazioni tra i vari distillati ; gli aumenti sono stati comunque inferiori a quelli dei greggi a scapito dei margini di raffinazione.

La quotazione media mensile della benzina, rimasta leader del mercato, è stata, cif Med, pari a 687,9 $ /t in vantaggio del 5,3 % rispetto al mese precedente, perdendo così posizione rispetto al greggio.
La quotazione del diesel, è stata di 596,1 $/t in aumento del 6,5 % rispetto a maggio , migliorando la posizione rispetto alla benzina, che invece ha perso parte dello slancio dei mesi precedenti. Il differenziale tra benzina e diesel si è così ridotto portandosi a 91,8 $/t.
La quotazione dell’olio combustibile, a basso tenore di zolfo, sempre in media mensile, si è collocata a 453,9 $/t con un aumento del 6,2 % rispetto al mese precedente; l’olio combustibile ad alto tenore è stato quotato 390,4 $/t con un aumento del 5,0 % . Il differenziale tra i due prodotti è quindi aumentato a 63,6 $/t.
L’andamento della posizione relativa dei principali prodotti, rispetto al greggio, nel corso del mese, ha portato ad un peggioramento dei margini di raffinazione già non molto brillanti.
Con riferimento ad un greggio tipo Brent lavorato a TRC, il margine medio di raffinazione in media mensile si è mosso sotto il dollaro per barile; poco sopra il dollaro per barile per un greggio tipo URAL; quello su un greggio tipo Iranian Heavy è rimasto in territorio negativo a causa, in particolare, dell’insufficiente valorizzazione delle frazioni pesanti ovvero degli oli combustibili.

Il mercato dei prodotti, finora in secondo piano, sarà uno dei temi centrali del mese appena iniziato anche per verificare la consistenza della ripresa ancora a macchia di leopardo.

 

Vittorio D’ermo – Articolo pubblicato su Quotidiano Energia del 28 giugno 2021 

Elaborazioni su dati stampa specializzata

L'Autore - Vittorio D'Ermo

Vittorio D’Ermo è Economista dell’energia; Consulente e pubblicista su temi di energia e ambiente; Docente e Professional Fellow WEC Italia. È stato Vicepresidente e Direttore dell’Osservatorio Energia di AIEE – Associazione Italiana Economisti dell’Energia.

 

 

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